Siamo Raluca e Linda, due volontarie appena approdate a Quito, Ecuador. Fortuna ha voluto che un afoso giorno di luglio, mentre navigavamo nei mari eterei di internet, ci imbattessimo in un bando dello SVE, elaborato dall'associazione UJAMAA PER LA PACE. Il bando prevedeva l'inserimento di due volontari in un progetto educativo rivolto a ragazzi di strada.L'application è stata fatta ed eccoci qua,ad alta quota,con tanta voglia di trarre il massimo da questa esperienza.
mercoledì 9 marzo 2011
Invasione nel verde!
Guardate bene questa foto...provate a indovinare cos'è l'oggetto misterioso che serpeggia in mezzo al prato. E' ovvio che è un tubo, ma la domanda è : che cosa trasporta questo tubo? Acqua? No, no...la risposta esatta è PETROLIO! L'impatto visivo sciocca, vero? E vi assicuro che vederlo dal vivo è ancora più impressionante.
Questo è uno dei tantissimi oleodotti disseminati sul territorio ecuatoriano che "succhia" linfa dalla zona amazzonica e la trasporta fino all'estremità nord del paese, dove avviene il processo di raffinazione del petrolio. Chi realizza questo lavoro è la Petroecuador, l'impresa petrolifera statale dell'Ecuador.
L'Ecuador è un paese che soffre moltissimo il peso di essere un paese ricco di petrolio. Le industrie petrolifere invadono sempre di più quello che è il polmone verde del mondo, ossia la Foresta Amazzonica, dove vi si trovano i giacimenti di petrolio. Immaginate cosa implichi a livello ambientale la creazione di impianti di estrazione del petrolio. Ma l'ambiente non è l'unico a soffrire di questa invasione. Le comunità indigene, che tuttora popolano la selva ecuatoriana si vedono constrette ad abbandonare la terra che hanno popolato da secoli, in assoluto rispetto della natura! Aree immense, fino a poco tempo fa incontaminate dall'abusivismo umano diventano vittime di questo processo macabro!
Sempre più ci si rende conto dell'importanza di utilizzare fonti alternative di energia, che non è che bisogna ingeniarsi per scoprire, perchè a questo ci abbiamo già pensato molti anni fa. L'unico fenomeno che potrebbe salvare questa terra che popoliamo e che distruggiamo a piccoli passi sicuri sarebbe una vera rivoluzione verde! E dico verde, come la madre natura che ci tiene ancora in vita, e non nera, come il veleno imprigionato negli oleodotti!
E' difficile parlare di questi argomenti con i modi distaccati di un giornalista, senza alterazioni di umore. Ma io non sono un giornalista, sono solo un'osservatrice che ha il dovere morale di denunciare e di reagire di fronte a chi vuole scrivere la storia dell'umanità con il sangue della natura che mi regge in piedi!
Raluca.
Omaggio a te, Amazzonia!
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