martedì 15 febbraio 2011

Il cuore nero dell'Ecuador

Carissimi,
Lo scopo di questo articolo è di condividere con voi un aspetto dell'Ecuador molto affascinante e poco noto, ossia la popolazione nera ecuatoriana.
Nella punta nord-ovest del paese, al confine con la Colombia, si trova la regione di Esmeraldas, la cosiddetta "terra dei neri". La storia narra che un nave che trasportava schiavi dall'africa è sbarcata in questa regione, dando vita a una comunità nota come la comunità afroecuatoriana, un meltingpot di cultura afro e latina.
Noi abbiamo visitato la regione varie volte, toccando centri come Esmeraldas (capoluogo), Atacames, Mompiche e San Lorenzo.
Il viaggio verso questa regione è alquanto suggestivo: si scende dalle ande per poì addentrarsi in una terra di verdi colline ricoperte di banani, palme e mangrovie. Questa è la regione più povera di tutto l'Ecuador e lo si può notare dai villaggi che si incontrano lungo il cammino, agglomerati di palafitte e di bimbi dai piedini scalzi.




La settimana passata siamo state a San Lorenzo per visitare il centro della fondazione per cui lavoriamo, la Casa Don Bosco. La popolazione beneficiaria del centro non è costituita, come a Quito, da bambini lavoratori. In quest'area, anche per la vicinanza con il confine colombiano e quindi con la "guerrilla", il problema sociale più diffuso è il reclutamento dei ragazzi da parte delle bande criminali organizzate,alimentato anche dall'altissimo tasso di disoccupazione. Il centro quindi si propone di assistere ed accompagnare i ragazzi a rischio durante il loro percorso educativo. Il lavoro degli educatori è un lavoro duro, dovuto soprattutto alle limitate risorse economiche. Il problema principale è che il centro non è dotato di acqua. Manca un impianto idraulico e la poca acqua che arriva alla città giunge ogni due giorni in container. La maggior parte della popolazione si bagna e lava i panni nel fiume che attraversa la città e che di conseguenza i livelli igienici sono molto bassi.
Nonostante le condizioni precarie in cui vivono i ragazzi, la loro accoglienza nei nostri confronti non poteva essere migliore. Siamo capitate nel mezzo delle colonie vacazionali, dove vi partecipavano un centinaio di bambini, dai 5 ai 18 anni. Ci hanno coinvolte nei loro giochi e balli, ci hanno fatto provare frutti esotici, ci hanno scritto letterine ma soprattutto ci hanno fatto sentire un calore straordinario (i 35 gradi centigradi hanno sicuramente contribuito al processo) ;)
raluca scatenata al ritmo della marimba

linda cercando di capire a che gioco stavano giocando


Ora vi lasciamo con alcune immagini che non hanno bisogno di didascalie...buona visione!!!

















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