La sveglia in casa Mueses suona sempre all'alba, soprattutto se si va a fare una gita fuoriporta...nonostante le poche ore di sonno, il primo pensiero appena aperti gli occhi è la colazione: pane, marmellata, uova, frutta e caffè! Meraviglia dei sensi!
Dopo tre cambi di autobus e circa un'ora di viaggio, arriviamo al terminal più a nord della città, da dove prendiamo la corriera che ci porterà alla prima meta. Lasciandoci quito alle spalle, ci immergiamo in affascinanti paesaggi montuosi e villaggi indigeni. Il viaggio in autobus è assolutamente un' esperienza adrenalinica: velocità incredibile e alquanto sproporzionata alla qualità delle strade, superamenti in curve a gomito, musica a tutto volume, venditori ambulanti dalle voci squillanti...insomma già questo ne varrebbe il viaggio!
Dopo due ore e mezzo di viaggio (per percorrere 95 km) arriviamo nella cittadella di Otavalo, sede del più grande mercato artigianale di tutto il sud america. Descrivere l'atmosfera in cui ci siamo immerse appena scese dall'autobus è alquanto difficile. Immaginate di trovarvi in una cittadina, le cui vie centrali sono completamente adornate di bancarelle che abbondano di ogni ben di dio: tessuti, tappeti, ponchos, sciarpe, prodotti in legno, pitture, amache, gioielli, cibo e musica tradizionale. I commercianti, quasi tutti indigeni, ti accolgono con un caloroso: "Hola amiga! A la orden!"e la tentazione di perdere la testa in shopping compulsivo è alta...anzi altissima...ebbene abbiamo ceduto!
Ormai squattrinate ma immensamente felici, ci dirigiamo verso un posto a dir poco magico: la Laguna Cuicocha, un'incantata distesa di acque sorta all'interno del cratere di un vulcano imploso...tuttora attivo! Ogni parola per descrivere quest'angolo di paradiso sarebbe superflua...per questo motivo vi lasciamo con delle immagini, di modo che la vostra immaginazione possa sbizzarrirsi e con una leggenda, che a noi è rimasta nel cuore!
"...C'erano una volta due giovani: una bellissima ragazza dai capelli color ebano di nome Cotacachi ed un aitante ragazzo di nome Imbabura. I due ragazzi, pur essendo di due villaggi diversi, si incontrarono e si amarono fin dal primo momento. Non c'era un giorno in cui i due amanti non si vedessero: lei gli tesseva i lunghi capelli, mentre lui cantava inni alla Pacha Mama.
| Imbabura al lavoro ;) |
Un giorno, mentre correvano spensierati nelle vallate sconfinate, una luce apparve loro e una voce li chiamò per nome. i due giovani si abbracciarono impauriti e guardarono la luce che tuonò:
"Sono vostro padre e voi siete miei figli, ossia fratello e sorella. Vi proibisco di stare insieme!"
I due giovani increduli si guardarono e, con le lacrime agli occhi, risposero:
" Ma Padre, noi non possiamo vivere lontani l'uno dall'altro. Permettici almeno di vederci."
"Il vostro amore è grande, ma non è fraterno. Non è possibile. Non vi dovete vedere mai più."
I due ragazzi non poterono tradire il loro amore e, pur andando contro il volere del loro padre, continuarono a vedersi di nascosto. Ma il padre che tutto vede e che tutto sa, decise di trasformarli in due vulcani, uno di fronte all'altro, che si possono vedere, ma mai toccare. Dalle dolci lacrime sgorgate dagli occhi dei due amanti nacque così una distesa d'acqua calda, che prese il nome di laguna Cuicocha..."
| La bellissima Cotacachi serena |
| Cotacachi immersa nei suoi pensieri |